Non pensare ad un elefante!

Stai pensando all’ elefante, lo sappiamo!

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Non pensare ad un elefante!

by admin Blogger

Pubblicato il 22/07/2016

Lakoff, linguista americano ed esperto di scienze cognitive ci dice come gli stimoli, anche linguistici, ci inducano a delle reazioni involontarie., indipendenti dalla razionalità e dalla coscienza.

Le parole sono in grado di attivare dei frame (delle cornici) i quali sono strettamente relazionati  a reti neuronali, ogni volta che attiviamo in circuito lo rafforziamo ed otteniamo un output relazionato ad esso.

Dire “non pensare ad un elefante” attiva una rappresentazione mentale che ci fa pensare all’elefante, questo è un chiaro e, se volete banale, esempio di come si può indirizzare il pensiero.

Il concetto di Framing, accennato sopra ci permette di capire come le parole sono molto importanti e ci aiutano ad attivare delle reti neuronali piuttosto che altre. Questo aspetto è fondamentale quando una persona deve prendere una decisione, esempio:

Kahneman e Tversky (1981) hanno mostrato che due concetti equivalenti, ma esposti in modo diverso (due diversi frame) generano un output completamente diverso.

Lo hanno dimostrato con il “ problema della malattia asiatica”.

Ci troviamo negli Stati Uniti e una malattia asiatica sta per uccidere 600 persone. Due possibili soluzioni sono stati proposte:

Programma A: 200 persone si salvano

Programma B: 1/3 di probabilità di salvare tutti e 2/3 di probabilità di non salvare nessuno.

Qual è la tua scelta?

Il 72% dei 152 soggetti utilizzati nella prova, ha scelto il programma A, manifestando una chiara preferenza per l’opzione con l’esito sicuro.

Lo stesso problema è stato proposto ad un altro gruppo di 155 soggetti con una formulazione diversa dei programmi d’intervento:

Programma C: 400 persone moriranno

Programma D: 1/3 di probabilità che nessuno muoia, 2/3 di probabilità che muoiano tutti

In questo caso circa il 78% dei partecipanti ha scelto il programma D, dimostrando maggiore propensione al rischio e non accettando la perdita.

Cos’è accaduto in questo esperimento?

Gli intervistati non hanno ragionato in modo razionale, ma in modo emotivo, com’è normale che sia! La loro amigdala li ha “ingannati” facendoli  propendere per una soluzione che viene percepita come sicura. Sicurezza vuole dire sopravvivenza e la sopravvivenza è alla base del sistema evolutivo.

 Così ragiona il nostro cervello, così ragioniamo noi!



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