Stop agli aumenti IVA

Gli animali sono esseri viventi e non oggetti in vendita. Bisogna scongiurare gli aumenti IVA sulle cure veterinarie

Come già saprai l'IVA aumenterà per nei prossimi anni. Nel 2019 le aliquote passeranno dal 10% all 11,5% e dal 22% al 24,2% per poi arrivare nel 2020 rispettivamente al 12% e al 24,9% fino al 2021 in cui l'IVA arriverà al 25%.

Quindi nel giro di due anni l'IVA sulle prestazioni veterinarie aumenterà di 3 punti percentuali per essere quindi tra le aliquote più alte in Europa, insieme a Grecia, Svezia, Danimarca, etc, secondi solo all'Ungheria che ha un'aliquota al 27%.

Perché ci interessa tanto?

Perché noi crediamo che sia ingiusto avere un'IVA al 22% su delle cure mediche, figuriamoci al 25% e c'è un altro dato importate, che ci interessa molto di più. Dopo l'aumento dell'IVA sulle cure veterinarie, avvenuto in Spagna qualche anno fa, diverse cliniche hanno chiuso i battenti. Ad onor del vero l'aumento è stato molto più netto, da 8% al 21%, ma c'è stata una moria generale. 

Ripartiamo questo fatto stroico in quanto l'Italia presenta molte analogie con il mercato spagnolo e quello che possiamo prevedere è che un aumento del 3% sui servizi veterinari porterà ad una contrazione in un settore già vessato e per nulla aiutato.

Tutto questa va contestualizzato in un mercato in cui i prezzi cresceranno per tutto per cui gl iitaliano avranno meno soldi.

Un modo per aiutare il settore veterinario e quindi la salute degli animali? 

Passare l'aliquota IVA da 22% al 10% e quindi poi al 12% (dopo l'aumento) per incentivare e, non contrarre, un settore che è prima di tutto salute e poi un mercato.

Bisognerebbe che tutti, dai veterinari agli amanti degli animali, siano coesi per chiedere di abbassare l'IVA. 

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