Il veterinario condiviso

Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che invita gli stati membri a condividere informazioni sugli animali da compagnia, per combattere il traffico di cuccioli e reperire dati per le politiche sanitarie

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Il veterinario condiviso

by Admin Blogger

Pubblicato il 29/02/2016

È stata approvata una risoluzione da parte del Parlamento Europeo che invita gli stati membri della UE ad avere un data base per la registrazione anagrafica degli animali da compagnia; la risoluzione non si ferma qui in quanto è stata valutata positivamente l’idea di inserire in questo data base anche gli animali esotici.

Lo scopo di questa risoluzione è quella di contrastare il contrabbando di animali e di avere dati sulle malattie, soprattutto quelle trasmissibili.

La suddetta risoluzione è stata approvata la scorsa settimana, ma non è vincolante, è un monito che il Parlamento Europeo rivolge alla Commissione Europea e agli stati membri.

Quanto scritto è la notizia oggettiva, ma passiamo ad analizzare i pro e i contro.

La parte positiva di questa risoluzione è di sicuro che s’inizia a parlare di un tema necessario, sia a livello nazionale che a livello europeo, ma purtroppo questa è l’unica nota positiva.

Di contro ci sono diversi  aspetti. Il primo è che non quanto detto non è una legge, ma una risoluzione che invita gli stati ad adottare misure in merito. Quanti stati seguiranno questa linea guida?

Altro aspetto da analizzare è che un’idea anche se buona, ma se non applicata non ha alcun valore. Vogliamo dire che in Italia la situazione da questo punto di vista è nel caos più totale, facciamo un esempio: i veterinari devono inviare il modello 12 alle ASL di competenza, ma non c’è un protocollo unico che permetta la standardizzazione dell’invio e della ricezione. Cosa significa? Che il Ministero della Salute non avrà mai accesso a questi dati, né tantomeno le regioni, quindi sono inutili. Siamo convinti che anche le stesse ASL provinaciali non hanno a disposizione tutti i dati dei vari presidi. Ovviamente questo discorso vale per alcune regioni italiane, ma non tutte, forse, speriamo.

Ora come si può parlare di una banca dati europea se in Italia non abbiamo nemmeno una banca dati regionale. In un altro articolo abbiamo proprio trattato quest’argomento (Obblighi del veterinario).

L’idea del Parlamento Europeo è ottima, non ci possono essere politiche sanitarie se no ci sono dati statistici che diano un’immagine immediate e reale di eventuali problemi, ma purtroppo crediamo che ci sia da aspettare ancora molto tempo!



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